Amadeus Pesaro 2026: Salieri, Mozart e la tragedia del talento
È una delle storie più affascinanti della storia della musica, quella che si intreccia tra le ombre della leggenda e i bagliori della genialità. Dal 29 gennaio al 1° febbraio 2026, arriva al Teatro Sperimentale di Pesaro lo spettacolo Amadeus, tratto dal capolavoro teatrale di Peter Shaffer e portato in scena nella stagione Prosa 2025.26 in una potente produzione del Teatro dell’Elfo.
Lo spettacolo, che ha conquistato Londra e Broadway prima ancora del successo cinematografico firmato Miloš Forman, ritorna in una nuova versione firmata da Ferdinando Bruni e Francesco Frongia, con lo stesso Bruni nel ruolo di Antonio Salieri e Daniele Fedeli — rivelazione del teatro contemporaneo — nei panni del giovane Wolfgang Amadeus Mozart.
Amadeus Pesaro 2026 non è solo teatro. È un viaggio allucinato e sontuoso nei meandri della psiche di un uomo tormentato dal confronto con il genio. È la confessione di un uomo che ha tutto, tranne la grazia. E quando la grazia divina della musica si manifesta in un giovane irriverente e scurrile come Mozart, Salieri — devoto servitore del potere e della forma — non riesce a sopportarlo.
Nasce così la tragedia, sospesa tra realtà storica e mitologia teatrale: invidia, gloria, mediocrità e divino talento si intrecciano in un crescendo drammatico e visivamente ipnotico.
Amadeus Pesaro 2026: un capolavoro tra teatro, cinema e mito
Peter Shaffer ha scritto “Amadeus” nel 1979. Debuttato a Londra con enorme successo, lo spettacolo ha ricevuto innumerevoli premi anche a Broadway (inclusi diversi Tony Awards). Ma è stato nel 1984, grazie all’omonimo film diretto da Miloš Forman (8 Oscar), che questa narrazione si è incisa nella memoria collettiva.
Nel testo teatrale, Shaffer lascia Salieri a guidare il racconto: un uomo anziano, consumato dal rimorso e dal rimpianto, che ripercorre la sua storia e la sua ossessione. Lo spettacolo si muove tra realtà storica e immaginario teatrale, e proprio in questa ambiguità trova la sua forza.
Bruni e Frongia, con uno stile che fonde estetica visionaria e precisione narrativa, trasformano il dramma in un capriccio barocco, una lanterna magica che evoca fantasmi del passato con energia visiva e musicale.
Bruni interpreta un Salieri drammatico, commovente, a tratti feroce, che guida lo spettatore dentro un sogno che diventa incubo. Accanto a lui, Daniele Fedeli incarna uno Mozart provocatorio, vitalissimo, capace di spostare il confine tra talento e follia.
Il cast è completato da Valeria Andreanò (Constanze), Riccardo Buffonini, Matteo de Mojana, Alessandro Lussiana, Ginestra Paladino, Umberto Petranca e Luca Toracca, nei ruoli dei dignitari della corte imperiale. L’allestimento scenico è firmato da Marina Conti, con luci di Michele Ceglia, suono di Gianfranco Turco e i meravigliosi costumi di Antonio Marras, che mescolano estetica settecentesca e suggestioni contemporanee.
Il risultato? Un mondo sospeso nel tempo, che racconta la Vienna del XVIII secolo e insieme la modernità del nostro modo di vivere l’arte e la gloria.
Amadeus Pesaro 2026: l’invidia come tragedia umana
La storia di Amadeus Pesaro 2026 non è solo la storia del genio. È anche — e soprattutto — la storia della mediocrità che si confronta con il talento assoluto.
Salieri è il simbolo del compromesso, della mediocrità premiata, del successo ottenuto senza ispirazione. Mozart, invece, è la voce di Dio, il talento puro, ma in un corpo indisciplinato, volgare, imprevedibile. Questo contrasto tra forma e sostanza, tra apparenza e dono divino, si carica nel testo di Shaffer di una tensione che diventa universale.
Nel testo, Salieri dice: “Il mio Dio non aveva bisogno di me. Aveva scelto Mozart. E io non potevo accettarlo.” È in questa frattura tra desiderio di grandezza e impossibilità di raggiungerla che si annida il cuore della tragedia.
E Bruni, con la sua interpretazione dolente e lucida, ci guida in questo inferno psicologico con maestria: il teatro diventa confessionale, labirinto, tribunale.
Perché non puoi perdere Amadeus Pesaro 2026
Amadeus Pesaro 2026 è molto più di uno spettacolo: è una riflessione sul nostro modo di guardare l’arte, sul bisogno di riconoscimento, sul peso dell’invidia e sulla bellezza assoluta che può diventare condanna.
È teatro che dialoga con la musica, è estetica e narrazione, è emozione e riflessione.
È un’occasione per vivere da vicino uno dei testi più acclamati della drammaturgia contemporanea, attraverso una produzione elegante e potente.
In un’epoca in cui il talento viene spesso ridotto a performance e visibilità, Amadeus ci ricorda che la grazia è un dono, e che l’uomo, a volte, non sa come gestirlo.
Se vuoi vedere cosa accade quando la musica incontra la tragedia umana, non puoi perdere Amadeus Pesaro 2026.
Date, Biglietti e Location :
Amadeus Pesaro 2026 :
Giovedì 29 gennaio 2026 – ore 21:00
Venerdì 30 gennaio 2026 – ore 21:00
Sabato 31 gennaio 2026 – ore 19:00
Domenica 1 febbraio 2026 – ore 17:00
Prezzo biglietti:
Posto unico da € 14 a € 27
In vendita da lunedì 6 ottobre 2025
Acquisto online disponibile su:
👉 Vivaticket – Amadeus Pesaro 2026
Luogo dell’evento : TEATRO SPERIMENTALE
COME ARRIVARE
In auto: il teatro si trova nel centro cittadino, raggiungibile da via Rossini o da piazzale Matteotti. Parcheggi nelle immediate vicinanze e nei pressi della stazione.
In treno: la stazione ferroviaria di Pesaro dista circa 15 minuti a piedi.
In autobus: linee urbane con fermata in via Branca e piazza Lazzarini.
A piedi o in bici: per chi soggiorna in città, il percorso pedonale nel centro storico è comodo e ben segnalato.



